Trasloco finito! Yatto!

Aaaahhhh! Finalmente!

Dopo una settimana di sbatti menti vari e il "trasloco" dal dormitorio feccia di

Shin Koiwa (Tokyo) al nuovo pseudo appartamento di Moto Yawata (Chiba, a

tre o quattro chilometri dal confine con la capitale, finalmente posso mettere

mano alla tastiera.

Non avendo la connessione ad internet nel nostro appartamentino ( ... ino ino, a

presto le foto) si e' resa necessaria una capatina al internet cafe pìu ' vicino.

Per la precisione questo tipo di esercizio si chiama "Nanqa Klssa" (lIkissa

l'abbreviazione di "klssaten" ovvero caffetteria), e assomiglia mostruosamente

ad uno di quegli enormi uffici che talvolta si vedono in alcuni film hollywoodiani,

in cui lavorano assieme decine di impiegati. Avete presente in Terminator 2 la

scena in cui lo scienziato di colore viene colpito da una scarica di pallottole e

poi, esalando gli ultimi affannosi respiri si fa esplodere lasciandosi morire sul

detonatore? Ecco, questo posto non e' altrettanto tragico ma ci assomiglia

abbastanza.

Ci sono un centinaio di computer, la possibilita' di utilizzare la ps2 fornita dalla

direzione, 10.000 manga a disposizione, bevande aggratis e forse anche rutto

libero (questo devo ancora scoprirlo). Ogni postazione e' privata e dotata di

ogni comfort, compreso il sedile di pelle umana, davvero comodo. C'e' anche

uno stanzino in cui ci si pUOI lasciar svenire su una poltrona con

vibromassaggio, ma e' meglio che non mi ci abbandoni altrimenti e' la fine. In

tutta la "Manqa klssa" non volerebbe una mosca, non fosse per via di qualche

giapponese raffreddato che tira su, direttamente fino al cervello, quello che gli

cola dal naso.

Le uniche note negative sono il mouse leggermente appicicaticcio, e un caldo

pazzesco. Non riesco a capire il motivo per cui i giapponesi debbano sempre

abusare dei condizionatori d'aria, in inverno si friggono le budella e in estate si

surgelano il cervello. Il mio stomaco teme particolarmente l'estate che verra',

poveri no, debole com'e' chissa' quanto mi fara' soffrire.

Non so perche' ma ho sempre associato questo tipo di locale all'idea di un

luogo in cui si passassero ore a sfogliare pornazzi e roba simile, ma sono felice

di scoprire che non e' cosi, almeno qui. ... anche se il mouse appiciccaticcio

forse ...

E' anche un posto piuttosto economico, la prima ora costa 380 yen, sui 3 euro

circa. Noi abbiamo optato per il "naito pakku" (night pack) che ci permette di

utilizzare la postazione a piacimento dalle 23.00 alle 5.00 di mattina a sole 980

yen, e da bravi giapponesi stanotte faremo le ore piccole al pc.

Ah, mi accorgo ora che in caso mi venisse un attacco di fame improvviso posso

ordinare un piatto di spaghetti al ragu (che qui in qualche posto chiamano

"polonia fuu" ... che centrano i polacchi col ragu' ... ) o una scodella di ramen.

Lascio alla Gina il racconto del nostro trasloco.

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A C' F TF'i DA PFR I

Nel post precedente mi sono dimenticato di elencare:

­ I NEGOZI DI OCCHIALI.

I giapponesi devono essere tutti orbi. E con i denti marci. Cinque passi, un dentista,

altri cinque, un'ottico. Ogni negozio fa una promozione di lenti a contatto quasi ogni

giorno, manda per strada dei giovani a consegnare ai passanti le mitiche buste, gratis,

di fazzoletti di carta, con stampata sul retro la pubblicità del negozio e l'offerta

speciale. Una volta sul retro di questi fazzoletti si vedevano quasi esclusivamente gli

inviti per le sale di pachinko, ma ora si vedono occhiali.

La cosa strana dei negozi di occhiali e che non ti consegnano le lenti a contatto se non

presenti la ricetta del medico, che deve essere giapponese. Non importa se tu conosci

esattamente la gradazione delle lenti che ti servono, come nel mio caso, se non hai la

ricetta non si può acquistare nulla.

­ I PARRUCCHIERI

Cinque passi, un dentista, altri cinque, un'ottico, cinque ancora, un parrucchiere.

Devo dire che le ragazze (e i ragazzi) hanno davvero delle belle acconciature, oltre

che dei bei capelli, e credo di aver capito il motivo.

Secondo me vanno dal parrucchiere ogni giorno! E' l'unica spiegazione logica che si

può addure per rendere possibile la sopravvivenza di un numero cosi grande di

acconciatori.

E il bello è che non sono neppure da soli i parrucchieri, hanno al loro seguito un

nugolo di apprendisti? Piantoni? Nullafacenti? lo so solo che sono in tanti, e il loro

lavoro consiste nel guardare ciò che fa il parrucchiere capo e ... boh. Uno di questi

giorni la Gina deve andare a farsi sistemare la parrucca, forse in quell'occasione verrà

svelato l'arcano.

MASSIMO

ALPI GIAPPONESI

TAKAYAMA

KANAZAWA

KANAZAWA

GERO


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