facciata di un love hotel raffigurante una donna giapponese di schiena

Signori e signore, oggi siamo stati in un love hotel.

Per chi non lo sapesse (mamma, tu puoi leggere fino a qui e non oltre), è uno di quei
posti in cui i giapponesi, specialmente i Tokyoti, si rifugiano per trovare quel poco di
intimità che nel focolare domestico manca, dato che vivono in dei buchi di due metri
quadri e che se aprono la finestra vedono il cesso della casa di fianco a neanche un
metro di distanza (e magari c'è anche qualcuno dentro che rumoreggia ... ).

Più mossi da curiosità che da un effettivo bisogno (oddio ... qui gli spazi sono davvero
stretti eh, e il mio ... non ci sta mica tutto nella stanza!), armati di guida della Lonely
Planet, che lo indicava come "centro mondiale" di questo tipo di divertimento, ci siamo
recati nella zona collinare vicina al quartiere di Shibuya, per la precisione a Dogenzaka,
ribattezzata Love Hotel Hill.

La guida descrive il posto come un insieme di originali e stravaganti edifici dalle forme
più strane, da quelli in stile gotico tipo cattedrale a quelli in stile futuristico, e questo
non poteva che attirare la nostra curiosità. A parte il fatto che ci abbiamo messo
un'ora a capire dov'era questa zona, che noi credevamo immensa e che invece alla
fine è l'insieme di tre stradine, una volta arrivati ad aspettarci non c'era il paese dei
balocchi ma un semplice insieme di edifici stretti, con le porte, le finestre, i muri, le
porte, le finestre ... (come dice Pozzetto in "Il ragazzo di campagna" N.b. citazione
colta questa).

Dopo un giro di ricognizione decidiamo di entrare in uno di quelli meno squallidi, ma
era tutto esaurito! Cacchio erano le due del pomeriggio, si danno da fare sti
giapponesi!

Nel successivo c'erano ben due camere libere, che culo!

Paghiamo sti 4900 yen, 40 euro circa, ed entriamo fiduciosi e curiosi nella nostra
alcova.

Bellissima. Piccola, per carità, ma dotata di ogni comfort. Bagno col water e stanza
con doccia e vasca, separati come da abitudine giapponese (in effetti l'idea di cac ... e
di farsi la doccia nello stesso posto non è proprio un granchè).Stanza con letto
comodo comodo, con yukata leggero (vestaglia giapponese), asciugamani, lavello con
spazzolino e dentifricio monouso, rasoio per la barba, dopobarba, frigobar, tv, lettore
dvd/vhs, stereo, occorrente per il the ed il caffè (ma si sono dimenticati di mettere
l'acqua calda nel dispenser, peccato). Inoltre, fazzoletti e pres ... ents.

Ma la cosa più bella era la luce, c'erano dei neon che diffondevano nella stanza una
luce azzurrina e debole, e nel soffitto era disegnato un cielo stellato o qualcosa del
genere che prendeva il colore azzurrino con varie tonalità. Ah no aspetta, mi dicono
dalla regia che nel soffitto erano disegnati dei fuochi d'artificio. Cosa ho visto io non lo
so, sarà stato il sake a pranzo ... ghghgh ...

Beh insomma, l'atmosfera era bella, un po' artificiale forse, ma divertente.
E ora, qui di seguito ecco le foto della Giada nuda:

... ci speravate eh?

lo però volevo andare nella leggendaria stanza con la jacuzzi, o in quella con la
riproduzione di una navicella spaziale .... Ma dove le avranno nascoste sti matti?

Max


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