il mio calcio in giappone

Questa sera, dopo due mesi di totale inattività, nel senso che mi è

letteralmente cresciuta la gobba, sono riuscito finalmente a giocare a pallone.

A momenti mi scendevano le lacrime da quanto contento ero! Grazie ad un

mio compagno di classe svizzero e alla sua moglie giapponese, abbiamo

conosciuto un loro amico che va spesso a giocare a calcetto con i colleghi

dell'azienda, e ho preso l'occasione al volo.

Dopo aver mangiato a sbafo a casa sua, alle quattro del pomeriggio (!) del cibo

cucinato dalla moglie, il nabe, ovvero una sorta di bollito di un po' di tutto (tofu,

funghetti giapponesi, spaghetti di soia trasparenti, involtini di carne) che ha

reso felice Giada, ci siamo diretti al campo di calcetto. Lì ho fatto conoscenza

con Yuji, un ragazzo 28enne che ha giocato fino a tre anni fa in Italia, per due

anni e mezzo, con il Città di Castello, in serie D.

E con nostro grande stupore, parla molto bene in italiano, quasi meglio di noi!

Abbiamo partecipato ad una sorta di mini torneo a tre squadre, e per fortuna

Yuji era nella mia stessa squadra, infatti abbiamo vinto tutte le mini partite (6).

E' proprio bravo, si vede che è di un'altra categoria, talmente bravo che mi ha

fatto fare un sacco di gol, nonostante gli avversari non fossero poi così scarsi.

Ma ditemi voi se per segnare qualche gol mi tocca andare all'estero! Yuji mi ha

detto che in ora il calcetto è molto popolare in Giappone, molto più che in Italia,

e mi ha detto che, oltre ad andare di sicuro ancora a giocare assieme,

se volessi mi può trovare una squadra a Tokyo. Tra l'altro mi ha raccontato

alcuni aneddoti sulla sua permanenza in Italia (ho visto pure un programma

registrato su di lui a casa del fratello), e tra le tante cose mi ha detto che ha

imparato un sacco di parolacce e di bestemmie, e che non pensava

inizialmente queste ultime fossero delle parole così brutte, tanto che una volta

ha rischiato l'espulsione per averne usata una con l'arbitro ...

Ora vado a strisciare fino alla stanza da letto, sono proprio stanco, così faccio

anche un favore a quelli del dormitorio perchè tiro su la sporcizia nel corridoio ...

Domani andiamo a provare il sushi più fresco del Giappone a Tsukiji, il

quartiere del mercato nazionale del pesce, che riveste anche un'importanza

mondiale.

Massimo

Oggi è stata proprio una bella giornata!

Ci siamo alzati molto presto, verso le 7 ( ... ), e un'ora dopo abbiamo preso il

treno per Nikko.

E' stata una cosa un po' complicata perchè dovevamo salire sulle prime due

carrozze del treno, come ci aveva detto l'hostess della stazione, ma noi,

siccome vogliamo fare sempre di testa nostra, siamo saliti su una di quelle di

mezzo. Ad un certo punto del viaggio il treno si è diviso in due, le carrozze

davanti hanno proseguito per Nikko e le altre per un'altra località. lo non so

come Max se ne sia accorto, per fortuna siamo scesi in tempo!

Nikko è un paesetto montano dalla bellezza spartana e alquanto inutile, pieno

di ristorantini di ramen e soba e di baracchini che ti vendono disgustose

pagnotte calde ripiene di fagiolo!

Siamo andati apposta a Nikko in questo periodo per vedere il famoso "momiji"

(gli aceri rossi)e, dato che i giapponesi dicono che fine novembre è troppo tardi,

mentre William il canadese ha detto che la settimana scorsa era troppo

presto ... questa doveva essere quella giusta, invece molte foglie erano già

cadute! Vuoi vedere che il momiji c'è stato a metà settimana?!

A parte ciò i templi erano bellissimi e molto colorati.

FANCULO solo al nemuri­neko (famosissima scultura di gatto dormiente

piuttosto realistica, che si dice tenga lontano tutti i topi dal tempio) x cui ho

pagato ben 520 yen ed era grande quanto la mia mano (quindi 10 cm)!

Giada


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